ELEZIONI REGIONALI MARCHE 2020 - Istanze presentate dagli Ordini Provinciali Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori ANCONA - ASCOLI PICENO- FERMO - MACERATA- PESARO URBINO ai candidati alla presidenza

UPGRADE ARCHITETTURA MARCHE

Egregi candidati alla Presidenza della Regione Marche, la nostra regione ad oggi versa in una situazione di semi-clandestinità rispetto ad altre Regioni Italiane, la cui conoscenza a livello nazionale ed internazionale, ha permesso una valorizzazione economica generale di entità superiore alla nostra.

Il lato opposto della medaglia di tale situazione è il fatto che siamo riusciti a mantenere una integrità della nostra identità e ciò anche in virtù del fatto che la legge 34/92, lungimirante nella sua costruzione, ha consentito di poter operare positivamente dal livello comunale sino a quello regionale nella costruzione e mantenimento identitario del nostro territorio. Ma sono passati quasi 30 anni!

Le Marche hanno subito diversi terremoti, sversamenti di fiumi, eventi alluvionali che hanno interessato sia l’interno della regione che la zona costiera dimostrando così la fragilità di un territorio tanto sensibile nella suo di antropizzazione.

E’ il momento che i nuovi amministratori pongano le basi per una nuova Legge Urbanistica, superando i limiti della precedente che risultava nella sua complessità sì lungimirante ma frammentaria per l’insieme di strumenti per poneva a sua base; PPAR, PTC, PIT, PAI, etc.; a ciò nel lasso temporale di esercizio sono subentrate norme di ogni livello tecnico, amministrativo ed economico che spesso complicano ulteriormente l’operato degli amministratori e dei professionisti. Per citare un esempio oggi abbiamo tre regolamenti edilizi cogenti: il nazionale, il vecchio REC e le applicazioni della L.R. 17/2015, che pongono in difficoltà seria tutti gli attori. Auspichiamo che i nuovi amministratori intervengano sul territorio della Regione Marche con un orecchio sensibile e molta attenzione alla:

  1. Semplificazione, intendendo con questa parola l’abolizione della normativaesistente e la scrittura di una nuova legge regionale che guardi al futuro;
  2. Modernizzazione, ovvero puntare alla qualità ambientale della regione in ogni suoaspetto portando in evidenza l’eccellenza dell’Architettura costruita e da realizzarsi, che fanno degli architetti marchigiani una punta di diamante nel panorama architettonico nazionale;
  3. Attualizzazione dei procedimenti, ovvero coordinare in maniera autonoma le sceltesul proprio territorio tra enti sovraordinati e P.A., eliminando l’eccesso di prescrizioni normative sovrapposte, sempre nel rispetto del territorio.

In questa ottica di visione futura gli Ordini degli Architetti della Regione Marche propongono la redazione di una LEGGE PER L’ARCHITETTURA REGIONALE.
Tale legge anche sulla scorta ed esempio di altre regioni che hanno operato ed operano su tale binario, dovrà essere impostata sui seguenti cardini:

FINALITA’ GENERALE

Riconoscere alla progettazione e alla realizzazione di opere di architettura contemporanea il carattere di pubblico interesse, nella consapevolezza della necessità di restituire all’Architettura il ruolo che le compete nelle politiche di governo del territorio. La Regione potrebbe affermare che la qualità della concezione architettonica, l’inserimento di nuovi interventi edilizi e infrastrutturali secondo criteri di salvaguardia, innovazione e valorizzazione sostenibile del paesaggio naturale e di quello storico urbano, costituiscono un valore identitario e un patrimonio regionale e come tali rappresentano un diritto non comprimibile di tutti i cittadini.

OBIETTIVI SPECIFICI

Il perseguimento della qualità dell’Architettura attraverso la promozione delle procedure concorsuali trasparenti ed efficaci, mirando davvero alla qualità del risultato progettuale di qualità, l’utilizzo di pratiche partecipative attive, la predisposizione di dispositivi premiali con forme di incentivi a sostegno dei processi trasformativi; la promozione dell’Architettura contemporanea sia per le nuove costruzioni che per gli interventi di restauro architettonico, riqualificazione edilizia e rigenerazione urbana; la promozione della conoscenza dell’Architettura e dell’urbanistica; la promozione e la diffusione della formazione e della ricerca in campo architettonico; consentire la partecipazione dei giovani progettisti ai concorsi e alle occasioni progettuali.

AMBITI DI APPLICAZIONE

I progetti di trasformazione del territorio e, in particolare, l’inserimento di nuove opere nei diversi contesti naturali ed urbani, nei tessuti urbani storici e nelle aree periferiche, gli interventi sul patrimonio edilizio esistente (attraverso percorsi partecipati come ASL), la tutela e la valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali, la realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture. Strumenti: la Regione può favorire la promozione, la salvaguardia e la valorizzazione dell’architettura contemporanea attraverso il ricorso sistematico ai concorsi di progettazione, (anche in campo privato) strumento virtuoso per lo sviluppo del territorio;

La salvaguardia e la valorizzazione dell’architettura moderna e contemporanea, predisponendo un elenco di opere architettoniche di interesse culturale presenti sul territorio regionale;Promozione e incentivazione della ricerca in campo architettonico attraverso: intese con gli ordini professionali, università e istituti e organi di ricerca pubblici e privati, per realizzare programmi di formazione permanente post-laurea; l’istituzione di borse di studio per la qualità architettonica e urbanistica presso i dipartimenti universitari; la raccolta e la conservazione dei materiali documentali relativi all'architettura e all'urbanistica prodotte fino ad oggi sul territorio regionale.

 

CONCLUSIONI E BENEFICI PER LA P.A.

Il percorso di costruzione dell’azione va definito in base alle necessità del territorio stesso attraverso strumenti di incentivazione ed altre misure da mettere in campo di concerto con le amministrazioni. E’ palese il beneficio del riconoscimento alle amministrazioni che attuano programmi di questa natura: le amministrazioni dimostrano una sensibilità per il territorio e i nuclei urbani, per la sostenibilità degli stessi e la loro valorizzazione che vengono apprezzati dalle comunità. Si possono costruire percorsi per l'ottenimento di fondi di varia erogazione. Dispositivi specifici legati ad esempio alla rigenerazione possono trovare luogo all’interno di questo quadro generale.

TUTELA DEI PROFESSIONISTI

Si auspica che le PA possano farsi garanti dei compensi professionali attraverso l’invio degli stessi in fase di autorizzazione dei procedimenti amministrativi. Quindi si chiede l’inserimento all’interno del programma elettorale dei seguenti impegni: - Riavvio dell’iter di riforma della Legge Urbanistica Regionale n. 34/1992 nell’ottica di semplificazione, modernizzazione e attualizzazione dei procedimenti di natura urbanistica. La strumentazione generale attualmente vigente nella nostra Regione necessita, infatti, di una profonda revisione, sia per quanto concerne la sua natura, spesso troppo rigida e profondamente prescrittiva, sia per quanto riguarda i relativi procedimenti amministrativi di approvazione e variazione, troppo lunghi e articolati.

Si auspica a tal proposito l’introduzione di un livello di pianificazione strutturale diverso dai PRG che sia di indirizzo per gli strumenti urbanistici attuativi ed operativi.

  • Riavvio del processo di riforma del Piano Paesistico Ambientale Regionale ormai ultratrentennale il quale, essendo lo strumento cardine delle tutele del territorio e fungendo da sfondo e riferimento per la pianificazione urbanistica, necessita di essere aggiornato ed adeguato anche alla luce delle attuali urgenze e sensibilità ambientali (cambiamenti climatici, dissesti idrogeologici, etc..).
  • Prosieguo dei lavori del tavolo tecnico istituito per monitorare l’attuazione delle nuove definizioni del Regolamento Edilizio e finalizzato a produrre un nuovo schema di RET (Regolamento Edilizio Tipo) regionale adottabile da tutti i Comuni della Regione con l’obiettivo di uniformare l’attività edilizia degli Sportelli unici del territorio.
  • Modifica della L.R. 1/2018 che stabilisce il passaggio delle competenze in materia sismica dalla Regione ai Comuni, prevedendo il mantenimento delle competenze in capo alla struttura regionale o in alternativa alle Provincie. Come già evidenziato in occasione dell’uscita della legge, infatti, molti Comuni della nostra Regione non hanno personale idoneo ed uffici attrezzati per affrontare il carico di lavoro derivante da tale passaggi, con il rischio dell’allungamento dei tempi e l’aumento dei costi dei procedimenti edilizi.
  • Revisione della L.R. 13/199, ormai trentennale e a volte inadeguata per affrontare il recupero e la rigenerazione del patrimonio edilizio rurale dismesso.
  • Ricostruzione post Sisma – sblocco delle procedure e dei cantieri fermi.

Come preannunciato dal Commissario Legnini con il 31/12/2021 dovrebbe terminare la lunga fase emergenziale e quindi la gestione Commissariale nella versione conosciuta ora che terminerà con la stabilizzazione normativa che nel frattempo anche gli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori delle Marche contribuiranno a definire nella sua formulazione ottimale.

Presumibilmente ogni Regione gestirà con un proprio Commissario la vera ricostruzione che durerà almeno un decennio: dell' attuale struttura rimarrà un coordinamento al fine di evitare differenti applicazioni delle stesse norme.
Anche la struttura regionale dovrà adeguarsi eliminando le incapacità che la sua Governance ha dimostrato in questi quattro anni individuando se il problema sono gli Organigrammi o le procedure interne. In modo sintetico sarà indispensabile:

  • utilizzare ed assumere tecnici iscritti agli Ordini professionali valorizzandone la naturale propensione ad essere garanti tanto del territorio quanto dei rapporti con la popolazione.
  • utilizzare per ogni intervento progettuale il Concorso di progettazione a due gradi e la piattaforma gratuita del Consiglio Nazionale degli APPC.
  • Individuare i percorsi di sviluppo strategici per i territori che possono costituire un modello per tutte le aree interne della Regione indipendentemente dai danni del sisma.
  • Redarre velocemente i PIANI STRAORDINARI DELLA RICOSTRUZIONE rispettando i tempi previsti nella prossima Ordinanza che li regolerà, dando loro valore giuridico primario rispetto ai Piani vigenti esistenti.
  • Individuare uno o più indirizzi tematici che rappresentino la vocazione dei territori per l’utilizzo dei fondi europei con particolare riguardo alle star-up favorendo l’attività dei giovani uniti all’esperienza dei meno giovani a quali dare il ruolo di TUTOR, al fine di trasferire e non disperdere i valori e le conoscenze della tradizione.
  • Valutare gli ambiti prioritari di sviluppo all’interno dei quali valorizzare le realtà enogastronomiche e le qualità architettoniche diffuse nel territorio attraverso una piattaforma che le metta in rete in modo da costituire un modello ed un sistema di visita nei nostri territori per apprezzarne le peculiarità.
  • Rivedere in modo strategico la normativa edilizia Regionale al fine di favorire al massimo la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente evitando il più possibile l’ulteriore consumo del territorio.
  • Snellire le procedure di pianificazione urbanistica al fine di intervenire in modo corretto ma veloce sul territorio evitando le innumerevoli sovrapposizioni tematiche che in via generale non hanno prodotto particolare qualità urbanistica e architettonica sui nostri territori.


Sono solo alcuni appunti di riflessione che tuttavia devono suggerire un deciso cambio di passo nella gestione del territorio non solo per le aree colpite dal sisma, ma per tutto il territorio Regionale.
Gli Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori delle Marche saranno certamente al fianco delle Giunta che governerà la Regione nella prossima Legislatura dando il loro contributo intellettuale, e a tale scopo si richiede la creazione di una Consulta dei territori, un luogo di confronto a tema alla quale far partecipare di volta in volta Associazioni di Categoria, Ordini Professionali etc. in base ad ogni singola problematica da affrontare, in considerazione anche che la pianificazione partecipata dai cittadini ha sempre una possibilità in più di essere vincente.


Vorremmo inoltre esporre delle proposte a tutela dell’esercizio della libera professione di architetto.

Sarebbe un passo in avanti affinché, attraverso l’affermazione della qualità dell’attività del professionista, sia assicurata la qualità del servizio per la tutela degli utenti, ovvero dei cittadini tutti. Approvare la Proposta di Legge Regionale n.267/2019: "Norme in materia di tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati e di contrasto all'evasione".
Promuovere la costituzione di Nuclei territoriali di monitoraggio della corretta applicazione della disciplina in materia di equo compenso, il cui compito è quello di acquisire tutte le informazioni su convenzioni, bandi e altri atti di interesse, segnalando al Nucleo centrale eventuali anomalie o violazioni.

Un compenso che non sia equo lede la dignità del professionista e può generare pericolose ricadute sul mercato in termini di concorrenza. Sulla base del Protocollo d’intesa tra il Ministero di Giustizia e la Rete delle professioni Tecniche, firmato in data 15/07/2020, è stato istituito il “Nucleo centrale di monitoraggio sull’equo compenso”. Inoltre sostenere insieme al principio dell’equo compenso anche il principio della certezza del pagamento attraverso lo studio di formule possibilmente legate all’iter dei procedimenti amministrativi che sono finalizzati al rilascio dei titoli abilitativi (scia/rilascio del titolo abilitativo etc.).

Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

Provincia di Ancona presidente Donatella Maiolatesi
Provincia di Ascoli Piceno presidente Dario Nanni 
Provincia di Fermo presidente Giovanni Ripani
Provincia di Pesaro presidente  Alessandro Ceccarelli

coordinati in Federazione degli APPC delle Marche da Paola Panaroni e

Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori

Provincia di Macerata presidente Vittorio Lanciani

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